SOLIDARIETA’ OLTRE I CONFINI DI SPECIE

Inquadrare la questione degli “animali senza frontiere” nell’ambito del pensiero femminista transnazionale significa domandarsi chi detenga il potere di creare e smantellare confini – degli stati-nazione e delle pareti dei macelli – e chi abbia il potere di attraversarli a piacimento. La regolamentazione dei luoghi e delle tecnologie emergenti ha portato ad una mobilità accresciuta per pochi, e alla stasi ed immobilità per tutti gli altri. I confini eretti per contenere gli animali allevati negli spazi a loro assegnati sono perpetuati dal discorso normalizzante, in modo tale da mantenere l’ordine e la gerarchia sociale/di specie. Dalle rivoluzioni globali alle fughe di animali non umani, ogni segnale di rivolta o attività che minaccia l’egemonia dello stato-nazione diventa il bersaglio del discorso pubblico dei mass media, funzionale ad estinguere tali rivolte.

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